Cannabis light shop e pandemia

di | giugno 5, 2020

Il coronavirus ha portato la crisi nella stragrande maggioranza dei settori del commercio, ad eccezione dell’alimentare e il farmaceutico e anche nel commercio della cannabis light e i relativi shop.
L’epidemia pandemica ha indotto nuove necessità e proprio questo settore, in questo periodo di quarantena, ha assistito ad un’incremento esponenziale degli acquisti di prodotti concernenti la cannabis light, con alcuni operatori del settore che hanno visto incrementi di vendita fino al 500%.
Tutto questo è dovuto molto probabilmente alla praticità e l’utilità dell’e-commerce, forse abbinata anche alla maggiore informazione che riguarda la canapa light, con le sue funzioni di alleviare situazioni di stress e insonnia, fattori che si sono moltiplicati durante il periodo di lockdown.

Ma chi sono gli acquirenti di cannabis light nel nostro paese?

Non esiste un profilo standard, la massa di acquirenti in sintesi è piuttosto eterogenea.
La canapa light, ossia la cannabis a basso contenuto di THC, sembra attrarre uomini e donne di tutte le età che acquistano sia infiorescenze, sia i prodotti derivati a base di CBD come olio o anche prodotti alimentari e per la bellezza personale.
Per quanto riguarda l’impatto sull’occupazione, i numeri della cannabis light in Italia ci fanno vedere come gli occupati nel settore siano all’incirca 10 mila, distribuiti oltre che nella produzione della stessa a livello industriale, anche nei circa 2.000 punti vendita autorizzati a vendere canapa light a basso contenuto di THC.
Ma come detto il forte incremento delle vendite fanno prevedere concretamente rivisti al rialzo questi numeri.
A questi numeri sopra elencati infatti vanno aggiunti anche quelli, che ad essere sinceri sono difficilmente identificabili, dei piccoli coltivatori.
Infatti in base alla legge italiana in vigore chiunque può legalmente coltivare della canapa certificata, indipendentemente dal fatto che si tratti di un privato cittadino o di un’azienda agricola.
Se a questo aggiungiamo il fatto che la coltivazione della canapa è un’attività che può essere effettuata con discreta facilità, questo porta al fatto che molte persone la praticano come una secondo attività.
Guardando queste tendenze molti analisti sono del parere che la crescita possa proseguire in misura sostenuta anche nei prossimi mesi, facendo in modo di rendere il 2020, nonostante il coronavirus, un anno di concreta maturazione per questo settore in generale e, in particolare, per la promozione e distribuzione, alimentato dai cannabis light shop come ad esempio tetralight.it che offre qualità di cannabis light certificate nel proprio shop online.”