Tutela del diritto d’autore nel Web

Tutela del diritto d’autore nel Web

Normative sul Web

Tutto ciò che fa parte dell’ingegno creativo legato alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, alle scienze, allo spettacolo, espresso con qualunque mezzo o modo, si rifà alla tutela del diritto d’autore.

L’autore di un’opera, tranne nei casi specifici in cui questa creazione sia un accordo o contratto di prestazione d’opera, acquista come primo titolare il diritto d’autore.

Il possessore quindi del diritto d’autore ne dispone l’utilizzazione economica (la paternità invece rimane al solo autore, padre dell’opera).

Un esempio facile da comprendere è il legame che c’è tra scrittore ed editore.

Il primo è il creatore dell’opera che cede al secondo, i propri diritti di utilizzazione, affinché la promuova e la divulghi nel mercato letterario. Lo scrittore in cambio percepirà una percentuale sulle vendite del libro.

Anche cedendo tutti i diritti d’utilizzazione economica, avrà sempre il diritto di essere riconosciuto come il padre dell’opera.

Con l’avvento di Internet, cioè di un contenitore senza fine di risorse creative originali e non, è stato indispensabile introdurre delle normative a tutela del diritto d’autore, anche per contrastare pirateria e contraffazione.

La tutela economica di un’opera dura fino al settantesimo anno dalla morte dell’autore (sono gli eredi a beneficiare economicamente, dopo la morte dell’autore, dei proventi; agli stessi devono essere richieste autorizzazioni o licenze varie).

Articoli, e-mail, testi

Qualsiasi forma di testo pur breve, è sottoposta a tutela dalla normativa sul diritto d’autore per questo non può essere copiata, riprodotta (in nessun formato o supporto diverso), e non ci si può appropriarsi della sua paternità.
La legge (art. 70 l. 633/41) è quella che permette la sintesi, la citazione o il duplicato di brani o parti di opere letterarie (non l’intera opera) con l’obiettivo di studio, dibattito, documentazione o istruzione, a patto che si citi l’autore e la fonte, non si agisca a scopo di lucro.

Solo in questo caso non è necessario il permesso dell’autore.

Non ci sono limiti di legge invece per la riproduzione di testi di autori morti da oltre settant’anni.
Anche gli scritti di natura non esattamente creativa (ma pubblicitaria o divulgativa) diffusi in rete, godono di tutela giuridica.

Un esempio sono le E-mail che sono obbligate al divieto di rivelazione, violazione, sottrazione, soppressione previsto dagli art. 616 e 618 del codice penale, in quanto costituenti una forma di corrispondenza.

Musica, mp3, midi files, testi delle canzoni, opere cinematografiche, filmati – Grande interesse hanno argomenti come la legittimità della distribuzione gratuita di musica via Internet.

In realtà, la distribuzione e lo scambio di materiale musicale che avviene tra utenti della rete (in genere sotto forma di file MP3 o WAV) è da considerarsi chiaramente illegittima se non espressamente autorizzata dall’autore o da chi detiene i diritti economici dell’opera. E di recente sono stati assai numerosi gli interventi, anche a livello internazionale, volti ad arginare il fenomeno della cosiddetta pirateria musicale.

Un caso particolare è rappresentato dai files MIDI, spesso utilizzati come basi o sottofondi musicali di molti siti Web.

Trattandosi di elaborazioni dell’opera originaria, esse devono comunque essere autorizzate dall’autore del brano stesso o da chi ne detiene i diritti di utilizzazione economica.

Normativa Italiana sulle Opzioni Binarie

Normativa Italiana sulle Opzioni Binarie

Normative sul Web

Per operare nel mondo delle opzioni binarie in tutta tranquillità e con le dovute garanzie, bisogna sapersi affidare ad un broker che fornisca garanzie e serenità, sicurezza informatica, la giusta privacy e soprattutto l’accessibilità in ogni momento al proprio capitale.

Dal 2008 ad oggi il mondo delle opzioni binarie ha avuto una crescita esponenziale. All’inizio non esistevano legislazioni nazionali ed europee per regolamentare il fenomeno, favorendo così la nascita di broker non regolamentati.

In questo stato di cose alcuni broker non regolamentati hanno saputo comunque perfezionarsi vedendogli riconosciuto dal mercato il loro merito, al contrario di altri che invece hanno approfittato del vuoto normativo per fare attività illecite.

Con l’aumento vertiginoso dei capitali investiti nel mercato online delle opzioni binarie l’Europa e gli altri stati hanno pensato bene d’introdurre regole e normative a tutela dei traders.

Le autorità di controllo nazionali dei mercati finanziari sono gli organi preposti ad eseguire le verifiche necessarie in materia.

In Italia questo ruolo è affidato alla Consob mentre negli altri paesi alla rinomata FCA inglese (Financial Conduct Authority) per poi arrivare alla richiestissima, dai broker, CySEC cipriota.

L’uniformità europea in materia di controlli è importantissima per i broker per poter svolgere, in tutta serenità, la propria attività online di trading binario.

Con la proposta della Commissione Europea di determinare l’opzione binaria uno strumento finanziario, tutte le società, per esercitare la propria attività all’interno dell’Unione Europea, necessitarono di una licenza che le autorizzasse nello svolgimento dei propri affari così la maggior parte dei broker, ovviamente, si rivolse alla CySec, con sede a Cipro, per ovvi motivi fiscali.

Con l’entrata in vigore della direttiva Mifid, che concede a società legali, in un paese membro, di offrire i propri servizi finanziari anche in altri paesi dell’Unione Europea senza obbligo di costituire altre sedi locali, molti broker hanno scelto di operare in Italia anche se, le autorizzazioni a svolgere l’attività, le hanno ottenute a Cipro.

Perciò un broker può offrire correttamente il suo servizio ai clienti italiani, anche se registrato ed autorizzato a Cipro, sempre tenendo rispetto di alcune caratteristiche legali minime, come la registrazione dell’autorizzazione presso la Consob, l’autorità di controllo italiana.

Portato a termine questo percorso, un broker avrà le caratteristiche indispensabili per garantire, a un cliente italiano, il rispetto di requisiti necessari di professionalità, chiarezza, solidità patrimoniale, fiducia, ma fondamentalmente di tutela del denaro che i clienti andranno ad affidare al broker per la propria operatività; i conti saranno separati dal patrimonio della società per garantire che, in caso di mancanza di liquidità, vengano consumati i capitali dei clienti.

In questi termini si spiega l’importanza della regolamentazione del mondo delle opzioni binarie.

Normativa e tassazione Forex in Italia

Normativa e tassazione Forex in Italia

Normative sul Web

Quando parliamo di Forex stiamo citando il mercato valutario più considerevole del mondo, in cui, quotidianamente, si effettuano miliardi di transazioni per mezzo di banche centrali, istituti bancari, imprese, governi e piccoli investitori.

Ma il Forex ha un aspetto fiscale quasi sempre accantonato dai traders, attratti di più dalla facilità con cui si può operare nel mercato dei cambi di valuta, con la speranza e l’attesa di un guadagno rapido e semplice.

Infatti, spesso s’ignora che i guadagni ottenuti tramite investimenti di questo tipo siano sottoposti a tassazioni, in maniera diversa, a seconda della nazione in cui si vive e da cui parte il trading.

Ci focalizziamo soprattutto sui piccoli investitori, i traders che operano online, per rendere chiaro il discorso fiscale sul Forex.

Nel dettaglio tratteremo le normative in vigore in Italia nel 2015, quello che subisce tassazione, e in che percentuale.

Con la Risoluzione n.67/E del 6 luglio 2010 “Trattamento fiscale delle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni nel mercato Forex”, l’Agenzia delle Entrate definisce chiaramente che tipo di tassazione hanno i proventi del Forex.

I guadagni provenienti dalle manovre di compravendita di valute sul mercato del Forex appartengono alle “plusvalenze di natura finanziaria”.

Questa plusvalenza concretizzata giornalmente dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di un’attività d’impresa deve essere obbligatoriamente indicata nella dichiarazione dei redditi.

Un’altra normativa, la Risoluzione n.102/E del 25 ottobre 2011 “Tassazione dei redditi diversi di natura finanziaria derivanti da compravendite di valute estere effettuate sul Foreign Exchange Market”, chiarisce la fiscalità di operazioni spot e Rollover nel Forex.

I contratti “spot”, sono compravendite di valute nel mercato Forex, regolate quotidianamente dalle piattaforme di Forex trading online (posizioni che vengono aperte e chiuse nella stessa giornata) e rientrano tra le plusvalenze ed altri introiti derivanti da differenziali positivi di contratti aleatori.

Le suddette plusvalenze vanno obbligatoriamente notificate nella dichiarazione dei redditi nel modello UNICO delle Persone Fisiche, nel Quadro RT – Sezione II-B.

I contratti “rollover” o “rolling spot”, dove le transazioni vengono chiuse al termine della giornata e riaperte nella giornata successiva, non mantengono alcuna giacenza di valuta estera sul conto dell’investitore. L’Agenzia Entrate considera questi contratti, così come gli overnight, “contratti finanziari differenziali” considerandoli strumenti finanziari derivati.

Così anche questi guadagni, se percepiti da parte di una persona fisica non esercente attività d’impresa, sono sottoposti alla tassazione mediante imposta sostitutiva.

La normativa fiscale italiana sul Forex prevede che il trader paghi le tasse sul percepito netto (capital gain) conseguito in un anno solare. Perciò ogni investitore sarà tassato, nell’anno d’imposta, sulla differenza tra gli utili e le perdite maturati.