I vaccini: cosa sono ed in che modo proteggono il corpo umano?

I vaccini, infatti, aiutano a difendere il corpo da agenti patogeni che potrebbero essere mortali. Ma qual è la loro derivazione? Questo argomento verrà affrontato in seguito, con un’analisi circa la fonte della vaccinazione, che vi aiuterà a comprendere al meglio la sua funzione ed importanza.

In tutto il globo, dovuto alla pandemia globale del nuovo coronavirus, scienziati ed esperti lavorano ininterrottamente per creare un vaccino in grado di contrastare tale virus. Istituzioni di tutti i paesi e numerose aziende stanno lavorando a ritmi record per sviluppare un vaccino: alcune tra queste compagnie hanno iniziato anche la fase di sperimentazione clinica su umani.

Ciononostante, affinché un vaccino possa essere disponibile e fruibile al pubblico occorre molto tempo: gli esperti ed i ricercatori indicano che almeno un anno o 18 mesi saranno necessari. Pertanto, se da un lato questa è considerata da molti l’unica speranza al fine di contenere la propagazione del virus chiamato SARS-CoV-2 che genera il Covid-19 nonché gli innumerevoli contagi, dall’altro si guarda alle tempistiche con delusione in quanto ci si prepara ad una lunga attesa.

La maggioranza dei vaccini ha il compito di evitare che l’organismo contragga infezioni, non quello di curare realmente le malattie. Difatti, i vaccini al loro interno hanno lo stesso microrganismo, o una parte di tale microrganismo, che genera la malattia. Questo, però, creando la malattia in versione uccisa o comunque attenuata, in modo che non generi realmente la malattia stessa.

Di conseguenza, il sistema immunitario conosce l’agente patogeno, memorizza le informazioni relative ad esso e come reazione, nel caso in cui dovesse in futuro riapparire, genera gli anticorpi che sono necessari a sconfiggerlo. Il concetto di “inoculazione” al fine di lottare contro le malattie ha radici molto antiche, tuttavia i vaccini esistono da soli circa duecento anni.

Quando sono stati inventati i vaccini?

il primo vaccino che si testimonia abbia avuto il potere di debellare la malattia è stato quello che è riuscito a sconfiggere il vaiolo, considerato una delle prime piaghe dell’umanità. Gli uomini già nel 430 a.C. erano giunti alla conclusione che coloro i quali erano sopravvissuti al vaiolo avevano sviluppato un’immunità ad esso. Di conseguenza, nei successivi 2000 anni gli uomini appresero a “vaccinarsi” contro esso, già dal 200 a.C. a detta di qualcuno.

Secondo alcuni racconti provenienti dall’India e dalla Cina, tale malattia ritenuta mortale veniva debellata dagli esseri umani attraverso una tecnica denominata “vaiolizzazione”. Con questa pratica venivano macinate delle croste di vaiolo, le quali venivano fatte inalare o, tramite sfregamento o abrasione, fatte penetrare all’interno della pelle, infettando così una persona. Questa tecnica, tuttavia, risultava essere imperfetta: essa generava una forma leggermente più lieve della malattia, il tasso di mortalità oscillava tra il 2% ed il 3% e gli infettati potenzialmente erano in grado di trasmettere il virus. Ciononostante, malgrado la non perfetta riuscita, questa tecnica era ampiamente usata e famosa sia in Europa che nelle Americhe.

In seguito, nel 1796, un medico inglese, Edward Jenner, riuscì a dimostrare un approccio rivoluzionario contro le malattie quali il vaiolo. Egli infatti riuscì a spiegare come l’inoculazione, utilizzando un ceppo indebolito di vaiolo bovino, ovvero una malattia zoonotica lieve che generalmente dal bestiame si diffondeva agli uomini in quell’epoca, potesse essere una protezione contro il vaiolo stesso. Nei successivi decenni, poi, il metodo di vaccinazione di Edward Jenner sostituì progressivamente il metodo di vaiolizzazione.

Tramite questa scoperta e i successivi sviluppi negli anni a seguire, il vaiolo gradualmente cominciò a perdere forza, fino a che circa 200 anni dopo, nel 1980, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarò la malattia debellata. La scoperta del medico inglese fu un passo molto importante per aprire la strada ai vaccini che attualmente ostacolano la diffusione epidemica di molte malattie tra cui influenza, polio, rabbia, morbillo, tifo, tetano, febbre gialla e cervicocarcinoma tra le tante.

In che modo funzionano i vaccini?

Il sistema immunitario dell’organismo umano è creato al fine di cercare e, successivamente, disintegrare i patogeni invasori. Tuttavia, tale funzione non sempre risulta semplice, in quanto i patogeni possono essere intelligenti. Per esempio, quando il virus dell’influenza entra nell’organismo umano, esso si maschera ed inizia a riprodursi ancor prima che il nostro sistema immunitario lo abbia identificato. I vaccini hanno la funzione di aiutare il nostro sistema immunitario nell’individuare in modo veloce l’agente patogeno. Nonostante esistano molte tipologie di vaccini, tutti hanno il compito di inserire all’interno dell’organismo un germe o una parte di esso affinché non si inneschi la malattia, bensì si vedrà solamente la comparsa di sintomi minori, ad esempio la febbre. Allo stesso tempo, facendo ciò, l’organismo potrà essere in grado di sviluppare l’immunità.

Il modo di azione dei diversi vaccini varia: alcuni usano l’intero patogeno in versione attenuata o uccisa; altri usano solamente la parte dell’organismo che ha la funzione di generare allerta per il sistema immunitario; altri ancora, invece, utilizzano una tossina prodotta dal gene, ed infine vi sono dei vaccini che si basano sul materiale genetico dell’agente patogeno.

Nel momento della somministrazione del vaccino, il germe, per far cominciare la produzione degli anticorpi deputati a debellare il virus, invia al sistema immunitario un segnale. Quando il sistema immunitario sconfigge il patogeno, esso è in grado di sapere in che modo distruggerlo velocemente. Successivamente, nel momento in cui si è esposti al virus reale, l’organismo è in grado di riconoscerlo ed eliminare la possibile infezione prima ancora che essa inizi a manifestarsi.

Alcuni vaccini hanno, poi, una copertura che può durare anni o la vita intera. A differenza di essi, ve ne sono poi altri che richiedono un richiamo ad intervalli regolari. Il vaccino dell’influenza, ad esempio, è necessario ripeterlo ogni anno per tutta la fascia d’età della popolazione, da bambini a adulti, allo scopo di prevenire l’infezione dei ceppi virali che sono comuni in quella determinata stagione.

In anni recenti, un nuovo movimento contrario all’uso di vaccini è sorto, a causa della poca informazione e al calo di fiducia verso la scienza ed il governo. Coloro i quali si vedono contro i vaccini ne mettono in discussione la sicurezza. Ciononostante, i vaccini sono uno strumento importantissimo e fondamentale per sconfiggere malattie dannose quali poliomielite e morbillo. L’OMS ha infatti stimato che il numero di persone salvate dai vaccini annualmente ammonta a circa tre milioni.

Attualmente, la speranza diffusa è che si possa creare un vaccino in grado di contrastare il nuovo coronavirus. Tuttavia, le tempistiche sono ignote, così come la tipologia di vaccino adatta che sia in grado di eliminare questo virus diffuso già in tutto il mondo. Ad esempio, il consorzio europeo creato tra le aziende ReiThera di Pomezia (località a Sud di Roma) ha annunciato che in Italia la sperimentazione di un vaccino contro il nuovo coronavirus è prevista per l’estate 2020. L’obiettivo del vaccino prescelto è la proteina Spike, che secondo gli studi, il coronavirus SARS-CoV-2 usa per aggredire le cellule umane e usa un virus animale. Questo è un adenovirus degli scimpanzè, reso inoffensivo e successivamente trasformato in una sorta di navetta, la quale al suo interno contiene la sequenza genetica corrispondente alla proteina Spike, ovvero il mezzo che il Covid19 usa con l’obiettivo di entrare all’interno delle cellule umane.

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